Non è un problema futuro. È già in corso. Nove meccanismi di retroazione si autoalimentano e accelerano il riscaldamento oltre ogni previsione. Abbiamo poco tempo.
Testate atomiche in mano a regimi instabili. Spese militari ai massimi storici. Il Doomsday Clock segna 89 secondi alla mezzanotte. Un errore di calcolo potrebbe essere irreversibile.
Un'IA non controllata potrebbe decidere che siamo il problema. Senza regole globali stringenti, stiamo costruendo qualcosa che non sappiamo gestire.
Sono più di trent'anni che gli scienziati lanciano allarmi. Ventinove COP. Accordi firmati e non rispettati. Eppure le emissioni globali continuano a crescere.
Non basta protestare. Non basta invocare che i governi "facciano qualcosa". Occorre indicare esattamente cosa si deve fare — e pretendere che venga fatto.
Un granello di polvere non ha peso. Ma miliardi di granelli hanno formato i pianeti.
Una conversazione con un negazionista dei cambiamenti climatici.
Ciao! Ho saputo che hai scritto un libro. Di cosa si tratta?
Ciao. Sì, ho scritto questo libro per far sapere, da una parte, quanto è grave la situazione attuale e, dall'altra, che c'è ancora una speranza se agiamo subito. Due notizie: una buona e una cattiva. Quella cattiva è che l'umanità sta rischiando l'estinzione. Quella buona è che siamo ancora in tempo a rimediare.
Davvero? Non è possibile. Quando potrebbe avverarsi questa catastrofe?
Potrebbe avvenire in qualsiasi momento nel caso scoppiasse una terza guerra mondiale con l'uso di armi atomiche, entro qualche decina di anni se prenderà il sopravvento un'intelligenza artificiale incontrollata, oppure entro la fine del secolo a causa dei cambiamenti climatici.
Io non credo ai cambiamenti climatici: di periodi più caldi o freddi ce ne sono stati anche in passato.
È vero che in passato ci sono stati cambiamenti climatici naturali, ma sono avvenuti nel giro di migliaia di anni. Il cambiamento attuale è avvenuto in poche decine di anni — praticamente dagli anni '60, con il boom economico. Questa velocità non ha precedenti nella storia della Terra.
Va bene, ma parlare di estinzione mi sembra esagerato!
Ci sono fenomeni naturali che si autoalimentano — dei circoli viziosi — che amplificano gli effetti del riscaldamento globale e a un certo punto diventano impossibili da arrestare. Pensa a una palla di neve che rotola su una ripida discesa: a un certo punto diventa una valanga che nessuno può fermare. Per via di questi fenomeni di retroazione i cambiamenti climatici stanno accelerando e tutto avverrà prima del previsto e con maggiore intensità.
Ma quali sarebbero questi fenomeni autoalimentanti?
1. Scioglimento dei ghiacci e effetto albedo. La neve e il ghiaccio riflettono la luce solare. Quando si sciolgono, il mare e la terra scuri assorbono molto più calore → più caldo → più scioglimento → ciclo infinito.
2. Il permafrost. Il 24% dell'emisfero nord è permafrost ghiacciato. Con il caldo si scongela e libera CO₂ e metano, un gas serra oltre 20 volte più potente della CO₂.
3. Gli oceani che rilasciano CO₂. Gli oceani assorbono il 90% del calore globale, ma l'acqua calda trattiene meno CO₂ e la rilascia in atmosfera.
4. Acidificazione degli oceani. Più CO₂ assorbono, più diventano acidi e meno CO₂ riescono ad assorbire in futuro.
5. Desalinizzazione degli oceani. Lo scioglimento dei ghiacci riversa acqua dolce nei mari riducendone ulteriormente la capacità di assorbire CO₂.
6. Idrati di metano. Nei fondali oceanici ci sono enormi depositi di metano intrappolati in ghiaccio. Con l'aumento della temperatura si destabilizzano e rilasciano metano in atmosfera.
7. Vapore acqueo. L'aria calda contiene più vapore acqueo — il principale gas serra in volume. Più vapore = più calore = più evaporazione = ancora più vapore.
8. Incendi. Il caldo causa incendi sempre più vasti. Gli incendi immettono CO₂ e distruggono le foreste che la assorbivano. Meno foreste = più CO₂ = più caldo = più incendi.
9. Le foglie degli alberi. Le foglie si stanno ispessendo in risposta all'aumento della CO₂, riducendo la loro capacità di assorbire carbonio.
Però se la temperatura aumenta di qualche grado non mi sembra un gran problema...
Ogni grado in più della temperatura media globale sconvolge completamente l'atmosfera. Pensa a una pentola d'acqua sul fuoco: all'inizio è immobile, poi si formano bollicine, poi a 100 gradi ribolle e trabocca. L'atmosfera fa lo stesso: produce eventi sempre più frequenti e violenti — inondazioni, uragani, siccità estrema, ondate di calore. Un aumento di 6°C della temperatura media porterebbe a un'estinzione di massa come quella avvenuta 250 milioni di anni fa, quando sparì il 95% degli esseri viventi.
Non è stato fatto niente per risolvere il problema?
Dal 1990 si susseguono rapporti IPCC sempre più allarmanti, firme di migliaia di scienziati, encicliche papali, scioperi mondiali. Eppure si sono tenute 29 COP senza decisioni vincolanti. I politici guardano alle prossime elezioni, non a ciò che accadrà fra vent'anni. Le industrie fossili finanziano partiti e lobbies. E ogni nazione teme di perdere terreno sui concorrenti se fa il primo passo. Il risultato è l'immobilismo.
Allora cosa si deve fare?
Un problema globale va affrontato a livello globale. Occorre una rivoluzione dal basso che costringa i governi ad agire e a istituire un'autorità mondiale composta da scienziati, tecnici e saggi — non da politici — capace di pianificare e sanzionare chi non rispetta le direttive. La lista di cose da fare è lunga: ridurre i consumi, applicare la carbon tax, incentivare le rinnovabili, piantare mille miliardi di alberi, riconvertire le industrie belliche, riformare l'ONU. Per approfondire ogni punto, scarica gratuitamente il libro QUI.
E individualmente cosa possiamo fare?
Per prima cosa, aderire a questo movimento. Poi, da subito: consumare meno carne rossa, piantare alberi, installare pannelli solari, andare più a piedi e in bici, seguire la regola delle "4 Erre" — ridurre, riciclare, riutilizzare, riparare.
«Come evitare l'estinzione (e rendere il mondo migliore)» — un'analisi completa dei rischi e delle soluzioni. Dati, scienza, proposte concrete. In italiano e in inglese.
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